14 Gennaio
innovazione

Agricoltura urbana: in Francia si sperimentano nuove soluzioni

Un’agricoltura urbana ad alta intensità tecnologica, che realizza la coltivazione di ortaggi in un ambiente asettico e igienizzato, senza bisogno né di terra, né di sole, né di pesticidi. È quanto sta sperimentando in Francia l’azienda agricola lionese Ful (Ferme urbaine lyonnaise) all’interno di un’ex serra di 50 metri quadrati situata nel campus di LyonTech-la Doua, a Villeurbanne (Rhône). Le piante non hanno bisogno di sviluppare resistenza alle intemperie e agli insetti e presentano il 30% di sostanza secca in più della media delle stesse varietà coltivate in terra, spiega il presidente della Ful, Philippe Audubert.

 

Dal seme al raccolto, sono necessarie sei settimane per ottenere un’insalata, a fronte di dieci o undici l’estate in un campo e sette in serra. Questo modello di coltura fuori suolo, in idroponica, interessa partner pubblici e privati, che investono nel suo sviluppo. Il sistema è oggetto di ricerche da parte degli studenti dell’Istituto nazionale delle scienze applicate, così come di altre scuole di ingegneria e dell’Istituto nazionale di ricerca agronomica.

 

All’interno del laboratorio, dotato di illuminazione a LED, le piante (insalata, cavolo, salvia, aneto, melanzane, peperoni, timo, basilico), scorrono allineate su un tapis roulant che le trasporta su tre piani. La stazione di irrigazione si trova al livello inferiore, con l’acqua che una volta filtrata e trattata con lampada UV viene riutilizzata.  Nella parte posteriore della struttura si trova il vivaio, dove crescono nuove verdure piantate in un substrato composto di fibre di cocco. Quando avranno quattro o cinque foglie, un robot le depositerà sul tapis roulant e il ciclo ricomincerà.

 

Il sistema di climatizzazione, il computer che misura ogni parametro, i serbatoi di acqua arricchita con sali minerali occupano la restante metà della serra hi-tech, un prototipo unico in Francia, inaugurato lo scorso ottobre.

In questa tecnica di produzione delle colture vegetali è possibile intravedere un mezzo per nutrire gli agglomerati urbani sempre più popolosi, un modo per ridurre i trasporti dai luoghi di coltivazione a quelli di consumo e per completare l’offerta agricola nelle aree dove i terreni produttivi sono in fase di riduzione.

 

In futuro, la fattoria urbana potrebbe adattarsi a dei sistemi di recupero di energia. Per il momento, si alimenta grazie alla rete elettrica tradizionale. Ha un fabbisogno di 7 kw/h per chilo di raccolto, inferiore a quello delle serre di ultima generazione, ma maggiore di quello dell’agricoltura convenzionale. Tuttavia, a parità di superficie, la produzione di vegetali è dieci volte superiore, perché crescono su più livelli.

Un sistema di questo tipo renderebbe possibile la coltivazione di vegetali anche in ambienti estremi, come il deserto.

 

(© Osservatorio AGR)

 

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