18 settembre
politiche

Accordo di libero scambio UE-Messico: l’Unione europea chiede la tutela di 332 prodotti DOP e IGP

Sono 332 i prodotti DOP e IGP dei quali l’Unione europea ha richiesto la tutela da parte del Messico, nell’ambito della modernizzazione dell’Accordo di libero scambio con il Paese latino americano. L’elenco, reso noto dal governo messicano lo scorso 12 settembre, sarà oggetto di una consultazione pubblica; se restasse inalterato dopo il negoziato e il periodo di prassi previsto per la presentazione di eventuali obiezioni, rappresenterebbe la lista di prodotti più lunga mai riconosciuta in un mercato terzo fino a oggi.

 

Tra le specialità alimentari che l’UE vorrebbe vedere tutelate, figurano 76 prodotti francesi (di cui 40 vini), 64 italiani (32 vini), 63 spagnoli (38 vini), 32 portoghesi (16 vini).

 

Il Messico è il primo Paese del Sudamerica ad aver stretto con l’Unione europea un Accordo di associazione economica, in vigore dal luglio 2000, che ha comportato una parziale liberalizzazione del commercio, l’apertura ad alcuni servizi e agli investimenti esteri.
Una politica commerciale che ha fatto sì che l’interscambio di soli beni tra le due parti raggiungesse, nel 2016, il valore di 53 miliardi di euro, con l’Unione europea che oggi è il terzo partner commerciale del Messico, dopo gli Stati Uniti e la Cina. Ha invece superato i 3,7 miliardi di euro l’export italiano che, secondo i dati Istat, tra gennaio e aprile 2017 ha segnato un incremento del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

La revisione dell’Accordo tra UE e Messico punta a ridurre reciprocamente il più possibile le tariffe e a garantire un pieno accesso al mercato, nonché a ridurre al massimo le misure non tariffarie e a rispettare le norme in materia di origine.

 

L’ultimo round dei negoziati ha avuto luogo tra il 26 e il 30 giugno scorsi, mentre il prossimo è previsto a Bruxelles dal 25 al 29 settembre. L’obiettivo, stando alle dichiarazioni del Commissario al commercio, Cecilia Malmström, è raggiungere un’intesa di massima entro la fine del 2017. Si tratterebbe, sottolinea la politica svedese, di un chiaro segnale inviato al mondo circa l’importanza di rafforzare anziché indebolire le norme che regolano il commercio internazionale.

 

(© Osservatorio AGR)

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